Caduta dei capelli: cause, diagnosi e trattamenti

La caduta dei capelli è un problema estremamente comune, ma non identifica una singola malattia. Dietro un aumento della perdita dei capelli possono esserci condizioni molto diverse: alopecia androgenetica, telogen effluvium, alopecia areata, carenze nutrizionali, alterazioni endocrine, malattie del cuoio capelluto, farmaci o forme di alopecia cicatriziale.

Per questo motivo, prima di iniziare integratori, lozioni o trattamenti specifici è importante stabilire perché i capelli stanno cadendo.

L’anamnesi, l’esame clinico e la tricoscopia rappresentano gli elementi fondamentali dell’inquadramento diagnostico. La tricoscopia permette di osservare caratteristiche del capello, del follicolo e del cuoio capelluto non visibili a occhio nudo e può contribuire a distinguere le principali forme di alopecia.  

Quando la caduta dei capelli diventa un problema?

Il follicolo pilifero attraversa fisiologicamente diverse fasi: una fase di crescita (anagen), una breve fase di transizione (catagen) e una fase di riposo (telogen) al termine della quale il capello viene eliminato.

Per questo motivo perdere capelli quotidianamente è fisiologico.

Più che concentrarsi su un numero rigido di capelli persi al giorno, è clinicamente più utile valutare una modificazione rispetto alla condizione abituale: aumento persistente della caduta, riduzione della densità, allargamento della scriminatura, arretramento dell’attaccatura, comparsa di aree prive di capelli o cambiamenti della qualità e del diametro dei fusti.

Un episodio di caduta abbondante non significa necessariamente che il follicolo sia stato distrutto. La distinzione fondamentale è infatti tra alopecie non cicatriziali, nelle quali il follicolo è conservato, e alopecie cicatriziali, nelle quali il processo patologico può determinarne una distruzione permanente.

Le principali cause della caduta dei capelli

Alopecia androgenetica

L’alopecia androgenetica (AGA) è la più comune forma di perdita progressiva dei capelli.

È caratterizzata dalla progressiva miniaturizzazione dei follicoli geneticamente predisposti. I capelli terminali diventano progressivamente più sottili, corti e meno pigmentati.

Nell’uomo interessa tipicamente regione fronto-temporale e vertex. Nella donna si osserva più frequentemente una riduzione diffusa della densità nella regione centrale del cuoio capelluto, spesso con relativo mantenimento dell’attaccatura frontale.

La tricoscopia è particolarmente utile: una revisione sistematica del 2024 ha identificato tra i reperti più frequenti variabilità del diametro dei capelli, aumento dei capelli vellus e segno peripilare.  

È importante riconoscere precocemente l’alopecia androgenetica perché si tratta di una condizione progressiva: l’obiettivo terapeutico è soprattutto preservare e migliorare l’attività dei follicoli ancora vitali.

Telogen effluvium: quando molti capelli entrano contemporaneamente nella fase di caduta

Il telogen effluvium è una delle cause più frequenti di caduta diffusa non cicatriziale.

Un numero maggiore di follicoli entra contemporaneamente nella fase telogen e, dopo un intervallo temporale, il paziente nota un incremento significativo della perdita dei capelli.

Tra i possibili fattori scatenanti troviamo:

  • malattie febbrili o infezioni;
  • interventi chirurgici;
  • parto;
  • perdita importante o rapida di peso;
  • restrizioni alimentari;
  • stress fisiologico significativo;
  • alterazioni tiroidee;
  • deficit nutrizionali;
  • alcuni farmaci.

Una caratteristica importante è che l’evento scatenante può precedere di settimane o mesi l’aumento della caduta, motivo per cui una buona anamnesi deve ricostruire anche ciò che è avvenuto nei mesi precedenti.

Il telogen effluvium è frequentemente autolimitante quando viene eliminato il fattore responsabile, ma esistono quadri persistenti o cronici che richiedono un inquadramento più approfondito.  

Alopecia areata

L’alopecia areata è una patologia immunomediata che interessa il follicolo pilifero.

La presentazione classica consiste nella comparsa relativamente improvvisa di una o più aree circoscritte prive di capelli, ma esistono forme più estese fino all’alopecia totale o universale.

La tricoscopia può evidenziare reperti caratteristici, tra cui yellow dots, capelli a punto esclamativo, black dots e capelli spezzati, contribuendo alla diagnosi e alla valutazione dell’attività della malattia.  

Negli ultimi anni il trattamento delle forme severe è profondamente cambiato grazie all’introduzione degli inibitori delle Janus chinasi (JAK). Le più recenti linee guida della British Association of Dermatologists e il consensus europeo prevedono oggi specifiche strategie terapeutiche sistemiche per le forme moderate-severe o severe.  

Carenze nutrizionali: bisogna davvero assumere integratori?

È uno dei punti sui quali farei particolare attenzione nel nostro sito.

La presenza di caduta dei capelli non significa automaticamente che esista una carenza vitaminica e non giustifica l’assunzione indiscriminata di integratori.

In presenza di elementi anamnestici o clinici appropriati possono essere valutati, in maniera selettiva, parametri quali:

emocromo, ferritina e metabolismo del ferro, funzione tiroidea e, quando indicato, vitamina B12, folati, vitamina D, zinco o altri micronutrienti.

La letteratura mostra associazioni tra alcuni deficit e telogen effluvium, ma non supporta l’idea di eseguire indiscriminatamente ogni possibile dosaggio in tutti i pazienti. Uno studio del 2024, ad esempio, ha evidenziato come molte delle carenze comunemente attribuite al telogen effluvium non fossero significativamente più frequenti rispetto ai controlli, sottolineando la necessità di esami guidati dall’anamnesi e dall’esame clinico.  

Una meta-analisi del 2026 ha invece trovato, complessivamente, livelli inferiori di ferritina e vitamina D nei pazienti con telogen effluvium, ma con significativa eterogeneità tra gli studi.  

Il principio pratico è quindi semplice: identificare e correggere una carenza documentata, non trattare empiricamente ogni caduta di capelli con supplementi.

L’importanza dell’anamnesi

La visita tricologica dovrebbe iniziare molto prima della tricoscopia.

È importante ricostruire:

quando è iniziata la caduta, se sia improvvisa o progressiva, localizzata o diffusa, se esista familiarità per alopecia, quali farmaci vengano assunti e se nei mesi precedenti siano intervenuti malattie, febbre, interventi chirurgici, variazioni importanti del peso o modificazioni della dieta.

Nella donna possono essere rilevanti anche ciclo mestruale, menopausa e segni di possibile iperandrogenismo come acne, irsutismo o irregolarità mestruali. La maggior parte delle donne con female pattern hair loss, tuttavia, non presenta necessariamente un eccesso documentabile di androgeni.  

Esame clinico e tricoscopia

L’esame deve valutare non soltanto i capelli, ma anche l’intero cuoio capelluto.

Distribuzione della perdita, densità, diametro dei capelli, integrità dei fusti, eritema, desquamazione e presenza o assenza degli osti follicolari forniscono informazioni diagnostiche importanti.

La tricoscopia rappresenta oggi uno degli strumenti più utili nell’ambulatorio tricologico. È una metodica non invasiva che consente di osservare a ingrandimento capelli e cuoio capelluto.

Può contribuire a distinguere:

alopecia androgenetica → telogen effluvium → alopecia areata → tricotillomania → tinea capitis → alopecie cicatriziali.

Può inoltre documentare fotograficamente la situazione iniziale e permettere un confronto più oggettivo durante il follow-up.  

Quando sono necessari gli esami del sangue?

Non esiste un unico pannello di esami valido per ogni paziente con caduta dei capelli.

Gli accertamenti devono essere personalizzati sulla base dell’anamnesi, dell’esame clinico e dell’ipotesi diagnostica.

In un paziente con sospetto telogen effluvium possono essere appropriati, a seconda del quadro clinico, emocromo, ferritina e valutazione della funzione tiroidea; altri dosaggi vengono aggiunti quando esistono elementi che suggeriscono specifiche carenze o patologie associate.  

Anche gli esami endocrinologici non devono essere richiesti automaticamente in ogni donna con diradamento: diventano particolarmente rilevanti quando sono presenti elementi clinici compatibili con iperandrogenismo o altre alterazioni endocrine.

Quando può servire una biopsia?

Nella maggior parte delle comuni alopecie non è necessaria.

La biopsia del cuoio capelluto diventa invece importante quando diagnosi clinica e tricoscopica rimangono incerte o quando si sospetta un’alopecia cicatriziale.

In questi casi anche la tricoscopia può aiutare a individuare l’area più appropriata sulla quale eseguire il prelievo.  

Il trattamento dipende dalla diagnosi

Questo è probabilmente il messaggio più importante dell’articolo:

non esiste “il trattamento per la caduta dei capelli”.

Esistono trattamenti differenti per patologie differenti.

Alopecia androgenetica

Il minoxidil topico rimane uno dei trattamenti maggiormente studiati nell’alopecia androgenetica.

Nell’uomo la finasteride orale rappresenta un’altra terapia consolidata. La dutasteride produce un’inibizione più ampia della 5-alfa-reduttasi e alcuni studi e meta-analisi suggeriscono un’efficacia superiore, ma indicazioni regolatorie, profilo individuale del paziente, fertilità e potenziali effetti avversi devono essere attentamente considerati.  

Esistono inoltre strategie quali minoxidil orale a basso dosaggio, terapie procedurali, platelet-rich plasma (PRP), microneedling, low-level light therapy e chirurgia del trapianto. Tuttavia, qualità e quantità delle evidenze non sono uniformi tra le diverse opzioni e il trattamento deve essere individualizzato. Una revisione sistematica del 2024 ha analizzato 141 studi sulle diverse strategie terapeutiche per l’alopecia androgenetica.  

Telogen effluvium

Nel telogen effluvium l’obiettivo principale è invece individuare e, quando possibile, correggere il fattore scatenante.

Trattare indiscriminatamente con integratori senza documentare una carenza può non risolvere il problema e può ritardare l’identificazione della vera causa.

Alopecia areata

La terapia dipende dall’estensione, dall’attività della malattia, dall’età e dalle caratteristiche del paziente. Nelle forme severe, l’introduzione dei JAK-inibitori ha modificato significativamente lo scenario terapeutico.  

Attenzione alle alopecie cicatriziali

Una perdita di capelli associata a dolore, bruciore, prurito importante, eritema persistente, desquamazione perifollicolare, pustole oppure perdita degli osti follicolari richiede particolare attenzione.

Alcune alopecie infiammatorie possono infatti distruggere progressivamente il follicolo e produrre una perdita permanente.

In queste condizioni la priorità non è semplicemente stimolare la ricrescita, ma diagnosticare e controllare rapidamente il processo patologico responsabile della distruzione follicolare.

Come valutare se la terapia funziona

I capelli crescono lentamente. Per questo la risposta terapeutica non dovrebbe essere giudicata dopo poche settimane.

Il follow-up può comprendere:

  • fotografie standardizzate;
  • valutazione clinica della densità;
  • tricoscopia comparativa;
  • misurazione della variabilità del diametro;
  • valutazione della miniaturizzazione;
  • controllo dell’attività di eventuali patologie del cuoio capelluto;
  • percezione soggettiva del paziente.

La tricoscopia è particolarmente utile anche nel monitoraggio, perché permette di confrontare nel tempo reperti difficilmente quantificabili a occhio nudo.  

Quando rivolgersi al medico

Una valutazione è particolarmente indicata quando la caduta è persistente, rapidamente progressiva, localizzata a chiazze, associata a una evidente riduzione della densità oppure accompagnata da sintomi del cuoio capelluto.

È inoltre opportuno approfondire quando compaiono segni sistemici, alterazioni endocrine, perdita di peso non intenzionale o altri elementi che possano suggerire una patologia sottostante.

In sintesi

La caduta dei capelli è un sintomo, non una diagnosi.

Alopecia androgenetica, telogen effluvium, alopecia areata e alopecie cicatriziali hanno meccanismi, prognosi e trattamenti profondamente differenti.

Un corretto percorso tricologico dovrebbe quindi seguire una sequenza razionale:

anamnesi → esame clinico → tricoscopia → eventuali esami mirati → diagnosi → trattamento personalizzato → follow-up.

L’obiettivo non è soltanto cercare di aumentare la crescita dei capelli, ma identificare precocemente la causa della perdita, preservare i follicoli ancora vitali e scegliere un trattamento proporzionato alle evidenze disponibili e alle caratteristiche del singolo paziente.


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Diagnostica tricologica con esame clinico, tricoscopia e valutazione del cuoio capelluto per individuare le cause della caduta dei capelli
La caduta dei capelli può dipendere da alopecia androgenetica, telogen effluvium, alopecia areata, carenze o altre condizioni. Anamnesi, esame clinico e tricoscopia permettono di individuare la causa e impostare un trattamento personalizzato.

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